Partiamo da Christian Romen, titolare dell’Assistancedog Academy di Pianizza di Sopra, provincia di Bolzano. Nel suo sito, nella pagina relativa all’addestramento dei cani per assistenza, al momento non c’è nulla se non un’esortazione ad aspettare che inseriscano qualcosa. Una attività in tal senso da noi individuata è stata quella dell’addestramento nel 2017 di un cucciolo di cane Labrador Retriever per rilevare in un bambino diabetico lo stato di ipoglicemia o iperglicemia, e dare quindi l’allarme. Il cane terminò l’addestramento nel 2018. Naturalmente speriamo sia andata per il meglio possibile. https://www.ilgiornaledivicenza.it/media/video/addestramento-cani-anti-covid-1.8294417

Le possibilità date dai cani anti-Covid convinse Christian Romen e due altre persone a interessarsi alla cosa. Il 12 novembre 2020 Christian Romen, Martin Pernter e Claus Langebner costituirono  alla Camera di Commercio di Bolzano la Molecolar Dog Italy S.r.L. con sede a Terlano (BZ) e con un capitale sociale – interamente versato – di ben 12 euro, ossia 4 euro a testa. La data di inizio attività è il 22 dicembre 2020. Attività prevalente di questa impresa è, anzi sono, dalla formazione di animali domestici e selvatici e in particolare dei cani, ricerca del virus Covid-19 con cani appositamente addestrati, nonché di persone e cose, pet therapy, trasporto cani per pubblici e privati, addestramento cani da caccia e per la ricerca di tartufi e ultimo ma non ultimo pure l’attività di accalappiacani. Dove vendevano l’attrezzatura per addestrare a questo i cani? Alla Kynoscience UG di Hörstel, Germania. Il costo, a seconda dei modelli, non è da poco, anche più di 20.000 euro più il corso per utilizzarla. Comunque, a quanto ci risulta l’attrezzatura arrivò a dicembre a Romen e colleghi.

Una macchina da addestramento cani della Kynoscience UG.

La Molecolar Dog Italy S.r.L, vuoi forse per averne avuto il sentore vuoi magari solo per preveggenza, fu creata appena due settimane prima della delibera dell’ASL di Bolzano (del primo dicembre 2020) con la quale il direttore generale della stessa ASL deliberava di disporre l’avvio di una procedura negoziata, con affidamento diretto, per l’utilizzo di unità cinofile per l’individuazione nelle scuole di persone positive al Covid-19. Spiega Eriprando della Torre di Valsassina, coordinatore provinciale di Italexit con Paragone: “Il bello è che la successiva delibera del direttore generale della ASL, cioè quella con la quale veniva affidato l’incarico alla Molecolar Dog Italy S.r.L è del 18 dicembre 2020, cioè quattro giorni prima che la stessa società iniziasse la propria attività e quattro giorni prima che con licenza n. 0189724 ottenesse l’autorizzazione sanitaria ad operare; cioè il 22 dicembre 2020. Dove sarebbe quindi la tanto sbandierata esperienza nel campo dell’identificazione del Covid-19 per mezzo di unità cinofile, visto che la società ha ottenuto l’incarico prima ancora di essere attiva?”. Ripetiamo: Molecolar Dog Italy S.r.L ha ricevuto l’incarico, del valore di 150.000 euro più Iva, quattro giorni prima di iniziare l’attività e senza avere l’autorizzazione sanitaria! Per maggiore chiarezza:

  • 1) Il 12 novembre 2020 Christian Romen, Martin Pernter e Claus Langebner costituiscono alla Camera di Commercio di Bolzano la Molecolar Dog Italy S.r.L. con sede a Terlano (BZ).
  • 2) Il 13 novembre 2020 versano il capitale sociale di 12 (dodici) euro, 4 euro a testa.
  • 3) L’ASL cita che dai verbali del 14 e 15 dicembre 2020 risulta che la societá Molecolar Dog Italy ha presentato regolare documentazione.
  • 4) Il 15 novembre 2020 Molecolar Dog Italy fa un’offerta all’ASL per l’importo di 150.000 euro più Iva, di cui il 50% in acconto a copertura degli investimenti iniziali, a fronte di 600 interventi. N.B. Non capiamo cosa si intenda per intervento. Un singolo tampone esaminato è un intervento? Abbiamo contattato Molecolar Dog Italy chiedendo in merito ma non abbiamo ottenuto risposta.
  • 5) L’1 dicembre 2020 la delibera ASL n° 752 cita “riscontrato che un gruppo di addestratori di unitá cinofile (…) ha manifestato la propria disponibilitá ad addestrare cani appositamente per l’individuazione di persone positive al Covid-19”. B. ad addestrare, non dice che siano già addestrati, anche solo in parte.
  • 6) Sempre l’1 dicembre 2020 la delibera ASL n° 752 cita “tramite l’acquisto ed utilizzo dell’apposito Detection-Dog Training-System – DDTS, prodotto dalla Kynoscience UG di Hörstel (D), ed a tal fine ha costituito la societá Molecolar Dog Italy srls di Terlano”. N.B. La Camera di Commercio riporta la data di inizio attività del 22 dicembre 2020, ossia ventuno giorni dopo.
  • 7) Sempre l’1 dicembre 2020 la delibera ASL n° 752 cita “sussistono le premesse ai sensi dell’art. 63 del D.lgs. 50/2016 per un affidamento dell’attivitá in oggetto alla societá Molecolar Dog Italy srls di Terlano tramite una apposita procedura negoziata senza previo bando (…) delibera l’avvio di una procedura negoziata senza previo bando per l’affidamento dell’incarico dell’addestramento e dell’impiego di unitá cinofile per l’individuazione di persone positive al Covid 19 (…) a cui invitare la societá Molecolar Dog Italy srls di Terlano. decorrenza: dalla data di affidamento dell’incarico; b. durata dell’incarico: due mesi; c. modalitá dell’incarico: addestramento dei cani entro due settimane dalla data di affidamento dell’incarico. N.B. Nella delibera si cita sempre cani da addestrare, non si citano cani già addestrati. Notare: addestramento dei cani entro due settimane dalla data di affidamento dell’incarico.
    Vista la tempistica citata prima, non ci è chiara la dichiarazione di Christian Romen e Claus Langebner pubblicata il 6 gennaio 2021 sul Corriere dell’Alto Adige in cui asseriscono: “Abbiamo addestrato per mesi i cani a questo scopo“. Ricordiamo che il basilare DDTS, prodotto dalla Kynoscience UG di Hörstel, ci risulta essere arrivato alla Molecolar Dog Italy solo in dicembre e che gli studi scientifici indicano che i cani necessitano di due settimane solo per assuefarsi al DDTS (“Dopo un processo di assuefazione di due settimane al DDTS”, Scent dog identification of samples from COVID-19 patients – a pilot study, dottoressa Paula Jendrny, Università di Medicina Veterinaria di Hannover).
    Inoltre senza l’affidamento di tamponi sia positivi sia negativi al Covid-19 da parte delle autorità sanitarie non è possibile l’addestramento dei cani. Ma l’autorizzazione sanitaria alla Molecolar Dog Italy, n° 0189724, è del  22 dicembre 2020.
    Il nostro giornale ha contattato Molecolar Dog Italy S.r.L chiedendogli lumi e anzi proponendogli di scrivere un articolo su come hanno operato e con quali risultati ed esperienze, ma dopo il primo contatto telefonico non abbiamo ricevuto nulla, né hanno risposto o richiamato dopo le nostre telefonate.
  • 8) Il 18 dicembre 2020 l’ASL di Bolzano, con delibera n° 824, aggiudica l’incarico alla Molecolar Dog Italy srls di Terlano per 150.000 euro più Iva. La società nei giorni successivi ha fornito all’ASL la fattura per ricevere l’accredito della metà, 75.000 euro più Iva. L’altra fattura, per la restante parte, dopo il 18 febbraio 2021.

Il 5 gennaio 2021 ecco la conferenza stampa, presenti anche gli addestratori Claus Langebner e Christian Romen (cani inclusi). L’assessore provinciale alla Sanità Thomas Widmann ha quindi sottolineato: “Anche per quanto riguarda le nuove procedure, siamo sempre pronti a sperimentare metodi riconosciuti che potrebbero aiutarci nella lotta alla pandemia. Il test attraverso il fiuto è molto promettente a questo proposito”. Anche il direttore generale dell’ASL Florian Zerzer è, o era, ben d’accordo: “Stiamo per testare circa 700 giovani con la nuova procedura, che ci darà importanti intuizioni sui contesti in cui questa potrà essere utilizzata. Se questo funziona, cosa che non dubito, faremo un piano di testing, con una marcia in più per testare veramente molte persone”. https://youtu.be/PcyoD-jkHMg

La conferenza stampa.

Un altro filmato per noi interessante è questo, https://www.ladige.it/territori/alto-adige-s-dtirol/2021/01/07/scuole-bolzano-cani-addestrati-caccia-studenti-positivi in cui Patrick Franzoni, del coordinamento medico Covid-19, spiega che i cani all’uopo addestrati hanno già precedenti esperienze come cani “molecolari” (sic! Tutti i cani sono molecolari!) nella ricerca di esplosivo e sostanze stupefacenti – non ci risulta che quei cani siano stati impiegati in tal senso, ma potremmo non saperlo – e che i campioni per l’addestramento sono stati messi a disposizione “dal nostro laboratorio di microbiologia, campioni chiaramente deattivati sia di positivi sia di negativi al Coronavirus. Alla fine hanno eseguito un esame in cui in maniera rigorosissima sono stati in grado di identificare campioni negativi e positivi con una sensibilità del 98%”.

Ma se i campioni erano deattivati, siamo sicuri che i cani potevano imparare a percepire appieno? Ricordiamo questo passaggio: “In questo studio abbiamo scelto di utilizzare una procedura di inattivazione che non dovrebbe influenzare i COV. Tuttavia, questo non è pratico per i test sul campo” (Scent dog identification of samples from COVID-19 patients – a pilot study, 2020, di Paula Jendrny, Università di Medicina Veterinaria di Hannover). Curioso notare, nel filmato, una conduttrice di cane che opera senza guanti e che prende pure in mano i contenitori con i campioni…

Comunque sia, il 7 gennaio è iniziato il tutto, con il proposito di testare gli studenti della scuola elementare Galileo Galilei di Brunico, tutte le scuole superiori di secondo grado di Brunico nonché il liceo scientifico e istituto tecnico per geometri in lingua tedesca Peter Anich di Bolzano. In totale circa 2.300. Il procedimento prevede che cinque (dovevano in seguito diventare diciotto) cani addestrati annusino i contenitori in cui gli studenti e le studentesse hanno messo le mascherine precedentemente indossate. Ovviamente altissime le aspettative, e non poteva essere diversamente visto che Franzoni citava sensibilità addirittura del 98%.

Peccato che i cani nei primi due giorni di test abbiano segnalato cinque mascherine positive al Covid-19, ma fortunatamente i relativi studenti, sottoposti volontariamente e subito al test rapido, sono risultati tutti negativi. Il giorno dopo ecco altri dieci casi, secondo i cani, ma pure questi sono risultati negativi. Insomma, su quindici segnalazioni, quindici sbagli e quindi affidabilità allo 0%. Disastro! A meno che non siano errati i test antigenici che, tuttavia, la Provincia stessa ha ritenuto affidabili per uno screening di massa. C’è da dire che esperti educatori di livello nazionale (e prestigiosi ricercatori scientifici) sono molto dubbiosi sulle possibilità di formare in tempi così brevi cani affidabili. Quelli usati dalla Provincia di Bolzano in caso di presunta mascherina positiva dovevano accucciarsi per segnalare la cosa. E l’hanno fatto sempre. Ma forse erano solo stanchi.

Il 7 febbraio pertanto  Alessandro Urzì, consigliere provinciale di Fratelli d’Italia, ha presentato una interrogazione in cui tra l’altro si chiede quanti siano stati i test effettuati tramite l’utilizzo dei cani; quanti i positivi riscontrati; quanti di questi positivi siano stati poi confermati tali tramite tampone molecolare. Intanto il succitato Eriprando della Torre ha presentato un esposto alla Procura regionale della Corte dei Conti e alla Procura della Repubblica di Bolzano per richiedere di valutare la sussistenza di un potenziale danno erariale o possibili profili di carattere penale.

Prima che qualcuno ci accusi di non avere chiesto dati e informazioni alla ASL di Bolzano, anticipiamo che telefonicamente e per mail il 9 febbraio li avevamo richiesti al loro ufficio stampa. Nessuna risposta. Glieli abbiamo richiesti, prima telefonicamente e poi per mail, ancora il 15 febbraio, chiedendo gentilmente di inviarceli in pochi giorni visto che dovevamo chiudere l’articolo, ma anche qui niente. Insomma, percentuali di risposte allo 0%, come i risultati dei primi due giorni dei cani bolzanini anti-Covid…