Due fratelli, Heinz e Lutz Heck, entrambi direttori di giardini zoologici tedeschi, collaborarono con il nazista Hermann Göring, potente Maresciallo del Reich e appassionato di caccia, per fare della Foresta di Bialowieza, in Polonia, la più grande riserva di caccia del mondo. A tal fine gli Heck “ricrearono” l’uro, l’estinto progenitore selvatico dei bovini, e ne introdussero un certo numero di esemplari nella foresta. Inoltre si attivarono per reintrodurre il bisonte europeo, ormai estinto in natura ma di cui rimanevano alcune decine di esemplari in diversi zoo di vari Paesi. Questo servizio tratta della rinascita di una specie estinta in natura, ma che oggi grazie proprio agli zoo è tornata numerosa in parte degli antichi areali.

Un altro servizio di Pan, scritto dall’esperto Spartaco Gippoliti, racconta degli ormai rarissimi asini selvatici della Dancalia, in Africa, di ciò che si fece per la sua salvezza – e in particolare dallo Zoo di Roma – e dell’attuale situazione di questi splendidi e intelligenti animali, erroneamente mal giudicati in generale.

Grazie all’Associazione Italiana Wilderness affrontiamo il tema orso bruno marsicano, sottospecie ormai ridotta a poche decine di esemplari viventi solo nel Centro Italia. Negli ultimi anni si sono moltiplicati gli esemplari che opportunisticamente entrano nei centri abitati. Il caso più recente è quello dell’orsa Amarena e dei suoi quattro cuccioli, che è diventata anche un’attrazione turistica. Tuttavia lei e i suoi cuccioli, e così altri esemplari, hanno imparato che queste “invasioni” sono appaganti, cosa che non va, nello stesso interesse dell’orso. Cosa sta facendo il Parco d’Abruzzo, Lazio e Molise in merito?

Sempre a proposito dell’orso, grazie a Rewilding Apennines, trattiamo il problema dei bocconi avvelenati, segno di crudeltà e inciviltà assolutamente da combattere e reprimere severamente. I bocconi avvelenati e quindi il bracconaggio non uccidono solo gli orsi ma molte altre specie presenti nel territorio. Basti pensare che dal 1970 al 2019 nel Parco d’Abruzzo sono stati rinvenuti (solo quelli ritrovati!) in totale 126 orsi morti, di cui circa la metà per bracconaggio. Questi dati fanno capire che, nonostante quel che spesso propagandisticamente si fa circolare, gli abruzzesi non sia tutti “amanti e protettori” della fauna selvatica.

Per finire trattiamo dello spinoso problema degli ibridi cane/lupo, non solo presenti ormai in natura ma anche allevati e venduti in Italia e che a volte fuggono o vengono liberati da proprietari incoscienti. Tra questi ibridi abbiamo trattato anche i cosiddetti american wolfdog, discendenti da incroci tra cani ed enormi lupi canadesi e di altre zone, liberamente in vendita in quanto legali. Urge una nuova e più attenta normativa. In questo speciale anche un articolo del dr. Marco Galaverni, direttore scientifico del WWF Italia e un reportage fotografico di Francesco Cinque.

Auguriamo buona lettura e vi attendiamo – causa pausa estiva – a settembre.

 

                                                                                               Giovanni Todaro