Eccoci qui dopo la consueta pausa estiva, con un numero di Pan ricchissimo quanto a temi e approfondimenti. Come saprà chi ci segue, non parteggiamo per nessuno nell’ambito di tutto ciò che è ambiente, perché il bello e il brutto c’è ovunque: mondi venatorio, agricolo e scientifico, associazioni, istituzioni, ambientalisti e così via. E non ci piacciono le fake news, di cui una delle più famose è la cosiddetta favola di Cappuccetto Rosso. Solo che la favola si basa invece sulle vicende storicamente documentate di almeno decine di migliaia di bambini e bambine – che definiamo tantissimi Cappuccetto Rosso e che senza dubbio avrebbero voluto vivere la vita, e non finire divorati – predate dai lupi nei secoli in Europa e altrove. In uno straordinario e approfondito servizio spieghiamo tali tragedie limitandoci però al periodo vissuto in Francia da Charles Perrault, l’autore appunto di Cappuccetto Rosso, il quale si basò su storie vere. In pratica, vogliamo rispetto, pur postumo, per quelle vittime e le loro famiglie. Ricordando però che il lupo oggi in Europa non preda gli esseri umani e che il suo ruolo naturale è fondamentale.

     Altro grande spazio su questo numero di Pan è dedicato alle finalità e attività degli zoo tanto accusati dall’opinione pubblica poco informata ma che, se scientificamente strutturati e organizzati, sono stati e sono basilari anche per riprodurre e poi reintrodurre in natura specie ormai estinte. Il tema viene trattato dal nostro esperto Spartaco Gippoliti. L’aspetto della lotta al bracconaggio e della protezione dell’ambiente invece viene affrontato con la presentazione del libro appena pubblicato da Isidoro Furlan, prima colonnello del Corpo forestale dello Stato e poi generale dei Carabinieri forestali. Una lettura da non perdere. Per gli interessati di impronte di animali invece a seguire ecco un servizio per capirne un po’ di più, in particolare sul lupo, cane e volpe.

    Un altro servizio riguarda la caccia di un tempo a una specie oggi giustamente protetta: il giaguaro. Ma attenzione, caccia fatta da soli, armati solo di una zagaglia e coadiuvati dai cani, come faceva Sacha Siemel, pagato dai proprietari terrieri brasiliani per eliminare gli animali che predavano il bestiame. Siemel voleva che lo scontro fosse leale, cosa ben diversa da quella di tanti cacciatori odierni armati di tutto punto che eroicamente si divertono ad ammazzare inoffensivi uccelletti di pochi grammi…

     Per terminare, un lungo speciale sul castoro europeo, suddiviso in diversi servizi. Uno spazio dovuto, poiché questa specie sta tornando naturalmente, pur in numeri sparuti, nel nostro Paese, da cui fu estinta nel XVII secolo. Ma sta tornando, come avvenuto recentemente in Toscana, anche perché fuggito o liberato da ignoti. Come si suol dire sui giornali, tutti i particolari in cronaca!

                    Buona lettura.

                                                                                                   Giovanni Todaro