Si sa che le Valli del Taro e del Ceno, nel Parmense, sono da sempre ricchissime di funghi, tra cui apprezzatissimi sono i porcini. Per questo le antiche leggende – che poi sono pura verità per chi conosce questi piccoli esseri, e a volte ci parla piacevolmente seduti nei fitti boschi – narrano che in queste valli li si possa a volte intravedere di sfuggita, tra un albero caduto coperto di muschio e la nebbia che a volte fa capolino nei valloni poco frequentati.

Alcuni gnomi hanno rapporti amichevoli con esseri umani, ma solo con quelli in sintonia con loro. Per esempio, è risaputo che alcuni vecchi fungaioli della zona ricevano dagli gnomi “dritte” su dove trovare più funghi. Anzi, tra i loro amici – con cui volentieri bevono insieme una grappa (ma la cosa deve rimanere segreta!) o un boccale di birra o vino – ci sono alcune persone che fanno parte dei consorzi del fungo locali. Sennò chi credete dica a questi ultimi quanti funghi dovrebbe raccogliere ogni fungaiolo? Sono gli gnomi! E non raramente lo fa il loro re, che si dice abbia la residenza alla base di uno degli antichi castelli di queste montagne. https://www.youtube.com/watch?v=j4qFvOiqy84

Darby O’Gill e il Re dei Folletti (Darby O’Gill and the Little People), film del 1959 prodotto da Walt Disney e diretto da Robert Stevenson.

Perché sono gli gnomi a indicare la quota di funghi che ognuno deve raccogliere? Semplice, gli gnomi si cibano molto di questi prodotti del bosco, e quindi badano bene che non se ne raccolgano troppi. A dire il vero, tutto ciò che potrete acquistare in Val Ceno e Val Taro – secco, fresco o confezionato – non solo è ottimo e naturale, ma sempre concordato da pochi prescelti con gli gnomi. Anzi, sapete cosa mangiano questi piccoli esseri?

Ecco qui: pane aromatico di farina di noci, di ghiande e di castagne, impastata con alcuni tipi di erbe. Ma lo fanno anche con farina di grano, miglio, segale, orzo e farro, che ricevono in dono dagli agricoltori della zona (rispettate quindi il lavoro degli agricoltori e allevatori, sono loro che aiutano gli gnomi da sempre!); poi mangiano burro di olio di noci, miele e marmellate fatte con tutti i tipi di bacche del bosco, come more, lamponi, mirtilli, fragole, rosa canina e corbezzoli; zuppe di vario tipo, che vengono poi accompagnate da ortaggi di stagione. Ma gli gnomi, oltre che bevitori, sono grandi mangiatori di funghi di tutti i tipi, e soprattutto dei prelibati porcini delle valli del Taro e Ceno.

Volete indispettire gli gnomi – e sono tantissimi e ovunque, ma non si fanno vedere oppure siete voi che quando camminate non vi guardate bene attorno – e farli diventare pestiferi e dispettosi? Toglietegli i funghi!

Non avete neppure idea di quanto possa essere fastidioso uno gnomo, se vuole. Invece di raccogliere i funghi con un cestino di vimini da cui le spore possano ricadere sul terreno, li ponete in una busta di plastica? Distruggete i funghi non commestibili o velenosi perché a voi non servono, quando invece vi sono animali che li mangiano? Buttate cartacce o rifiuti nei boschi? Date inutilmente fastidio agli animali (che si sa, sono tutti amici degli gnomi)? Insomma, non rispettate l’ambiente? Bene, aspettatevi qualche brutto tiro! I più pacati vi insulteranno mostrandovi il sedere nudo, ma gli altri…

Le donne verranno scapigliate all’improvviso non si sa da cosa, e nei capelli finiranno foglie spinose ed erbe maleodoranti. Se si farà un percorso a cavallo, vedrete che d’improvviso qualcuno avrà fatto le treccine ai crini dei poveri animali (e voglio vedere quanto tempo impiegherete a districarli!). Se appoggerete a terra il cellulare o altro sparirà, e magari lo ritroverete dopo una settimana proprio nel punto in cui lo avevate cercato scrupolosamente. Gli gnomi fanno dispetti terribili, non provocateli. Specie se sono giovani!

Dovete sapere che di gnomi ce ne sono tanti tipi e razze, dalla Norvegia all’Africa e dalla Spagna alla Cina. Sono ovunque, ma tutti con la stessa mentalità nonché gran mangiatori di funghi. E cocciuti e vendicativi, altroché. Uno gnomo di norma è alto 20-30 centimetri e vive tra i 900 e i 1000 anni, le femmine un po’ di più. Finché sono giovani e scavezzacollo, ossia meno di 90 anni, portano la barba corta, ma dopo molto lunga e folta. Per loro è non solo tradizione, ma addirittura uno status symbol.

Abitano da sempre nelle foreste più fitte e meno frequentate, ma pure nei tanti villaggi con mura a secco ormai abbandonati di queste valli. Quei luoghi appaiono oggi privi di vita, tristi ricordi di quando pulsavano di attività, con bambini e madri e padri e anziani seduti davanti alle porte. Ma di notte, se vi avvicinerete silenziosamente, potreste vedere truppe di gnomi che lì chiacchierano, scherzano, mangiano e bevono.

Anzi, un ottimo modo per individuare uno gnomo è stare nascosti nel bosco, ascoltandone i suoni: un leggero tramestio sarà il passaggio di un capriolo o di un lupo, uno pesante l’avanzare dei cinghiali, dei cervi o dei cavalli bardigiani che specie in inverno vengono lasciati bradi su queste montagne. Però se sentite russare è senz’altro uno gnomo che pisola, mentre se sentite sbuffare, attenti che pure quello è uno gnomo che sta cercando, spingendolo, di raddrizzare un fungo (non si sa perché, sono fissati!) o ne sta portando uno troppo grosso a casa. Seguendolo senza farvi scorgere lo seguirete fino alla sua magione. Non solo, questi boschi sono abitati anche da elfi, folletti, fate e chi più ne ha ne metta… Potreste scoprire un mondo nuovo.

Il pisolo dello gnomo.

Però, come diciamo noi umani, anche gli gnomi hanno i loro problemi. Per esempio, i giovani fanno cose che i vecchi non facevano (non credeteci, le facevano pure loro). Oggi i giovani gnomi e gnome, quelli fino a 90 anni, a furia di vedere i turisti nei boschi con cellulari mentre ascoltano musica, parlano e si fanno selfie, li hanno imitati. Loro capiscono la nostra lingua, e si fanno capire da noi. Ci copiano (specialmente gli gnomi cinesi…) e imitano!

Il peggio è quando fanno le feste, che però oggi sono i Rave Gnomes Party, dove alcuni alzano il gomito bevendo un alcolico fatto con certi funghi oppure si drogano, sempre utilizzando alcune varietà di funghi che producono ebbrezza, allucinazioni e delirio, come fa l’haschish. In questi casi, i dispetti sono un classico, aspettateveli. Insomma, se volete gustare i funghi delle Valli del Taro e del Ceno dovete conoscere loro e i luoghi e rispettare l’ambiente. Oppure potrete acquistarli da chi li ha raccolti per voi.