di Aldo La Spina*

La sperimentazione in corso sull’impiego dell’olfatto del cane per il rilevamento delle affezioni da Covid-19 non ha nulla a che fare con l’attività svolta nelle scuole di Bolzano riportata in alcune notizie. Quest’ultima avrebbe avuto inizialmente risultati assolutamente deludenti, con una percentuale di insuccessi dei cani pari al 100% nell’individuare le persone affette (15 su 15). È stata condotta da una impresa cinofila locale.

A tale proposito Medical Detection Dogs Italy onlus dichiara di non avere nulla a che fare con la suddetta impresa e con tale sperimentazione. MDDItaly onlus è la branca italiana della charity inglese che da anni promuove la ricerca sull’impiego dell’olfatto dei cani per il rilevamento di malattie metaboliche, fra cui tumori, epilessia, malaria e ora anche Covid-19, oltre che per l’allerta medica (segnalazione delle crisi diabetiche). Anche in Italia, MDDI svolge unicamente ricerche a carattere scientifico in collaborazione con istituzioni universitarie e istituti medici e secondo criteri scientifici e tecnici di comprovata attendibilità. In Italia ha effettuato negli anni scorsi uno studio pluriennale sul tumore al polmone con l’Università di Milano e l’Istituto Europeo di Oncologia, pubblicata nel 2018 e che ha indicato una percentuale di successo del cane nell’individuare i campioni positivi del 95%.

La “sperimentazione” effettuata a Bolzano al contrario potrebbe palesare insufficiente preparazione e mancanza di esperienza specifica, poiché l’affidabilità del fiuto del cane è già comprovata ampiamente da molteplici e autorevoli studi scientifici e confermata dall’esperienza di chi la impiega in modo professionale. Il risultato iniziale negativo dimostra che è stata fatta in modo prematuro e sbagliato, fra l’altro con un inadeguato allenamento del cane, con cani non già preparati sulla ricerca biologica, con personale probabilmente non referenziato e preparato nello specifico settore della ricerca biologica e utilizzando supporti discutibili che inficiano il lavoro di discriminazione olfattiva del cane e non garantiscono la sicurezza degli operatori e delle persone coinvolte sul piano sanitario.

L’obiettivo di una seria ricerca è l’utilizzo del cane in screening sulle persone in movimento, esteso e veloce presso strutture quali scuole, mezzi di trasporto, stazioni, aeroporti, crociere, industrie, RSA: un metodo veloce, economico, non invasivo, sicuro per rilevare le infezioni asintomatiche e prevenire la diffusione del contagio.

MDDItaly sta avviando una sperimentazione sul rilevamento del Covid-19 con l’Università di Milano (facoltà di Medicina Veterinaria) e con un importante polo universitario di ricerca biomedica che fornisce i campioni biologici. L’obiettivo è di mettere a punto un protocollo operativo per la sicurezza sanitaria degli operatori e delle persone coinvolte, per gli operatori cinofili e per i cani impiegati, che devono già essere addestrati nella ricerca biomedica. I tempi previsti per la preparazione dei cani sono di qualche settimana per la 1a fase iniziale. Tale ricerca non riceve fondi pubblici ed è stata attivata una raccolta fondi per avviare la prima fase; i fondi raccolti finanziano unicamente la sperimentazione scientifica di MDDI con l’Università di Milano.

Per approfondire (premesse, dettagli e fasi del progetto MDDI di ricerca, promotori e team, raccolta fondi): www.mddi.it/it/senza-categoria/progetto-cani-anti-covid19/

 

* Aldo La Spina è direttore tecnico della Medical Detection Dogs Italy onlus di Novate Milanese (MI)