(Segue dalla prima parte) Deanna Deppen, direttore esecutivo del Shy Wolf Sanctuary, che ospita anche i wolfdog, spiega: “Nel corso degli anni ci siamo trovati in alcune situazioni difficili. In generale, si trattava di errori umani e tutti sono diventati esperienze di apprendimento. Le nostre procedure e regole di sicurezza sono in costante evoluzione, mentre ogni animale ci insegna qualcosa di nuovo. Sono tutti unici. I cani si sono evoluti dai lupi, quindi tutti i comportamenti possono essere visti in ognuno di essi. I lupi tendono ad essere più diffidenti e impiegano più tempo a formare un legame di fiducia rispetto ai cani. Un ibrido può esibire uno qualsiasi dei comportamenti possibili a seconda di dove sono nati e della loro personalità. Abbiamo visto cani totalmente selvaggi etichettati come lupi, e lupi che camminavano al guinzaglio e salutavano gli estranei. La norma, tuttavia, sarebbe che i lupi siano timidi mentre i cani generalmente vogliono salutare le persone più prontamente. Cerchiamo di non parlare mai degli animali usando gli assoluti, perché c’è sempre qualche esemplare, che è un individuo, che ti dimostrerà che ti sbagli. Ma i wolfdog sono animali estremamente difficili da gestire, e mentre qualche proprietario ha avuto successo, il 99% delle persone prima o poi non sarà in grado di gestirli”

Spiega Brittany Allen, del Shy Wolf Sanctuary pure lei: “Sono sicuramente creature che richiedono rispetto. Trattare con gli ibridi è difficile, a mio parere, perché da cuccioli non puoi sapere quanto esattamente avranno del comportamento del lupo o del cane. Con i lupi puri, una volta che ti conoscono e si sentono a proprio agio con te, possono essere affettuosi e amorevoli. Ma saranno sempre lupi, non puoi metterti in mezzo tra loro e il cibo, e devi rispettare i loro spazi. Ibridi e lupi sono entrambi socievoli con le persone che accettano nel loro spazio, ma sono anche molto selettivi. La maggior parte dei lupi rifugge dalle persone, ma con gli ibridi ognuno è un caso a sé, sono una miscela di tratti, che si traduce in modelli di comportamento meno prevedibili rispetto al lupo o al cane. Quindi con l’adozione di queste esemplari ci si cimenta in sfide di cui spesso non si è  consapevoli”.

Parrebbe però che il buon clima d’Italia, o chissà cosa, renda i wolfdog per nulla problematici. Ci sono stati persino casi di cani Yorkshire e Chihuahua che hanno morso bambini e adulti, ma non si è mai saputo da parte di wolfdog…e neppure di abbandoni o fughe, anche se il giornale Natura dei carabinieri in un articolo dell’1-4-2017 scrive: “Sembra sia stato trovato DNA di lupo selvatico nordamericano (Canis lupus occidentalis) in un esemplare catturato nell’Appennino tosco-emiliano. Come ci è arrivato? In volo da Calgary?”. Chi si ricorda dell’ibrido chiamato Faito nella zona di Canfaito, nei pressi di Ancona e che si avvicinava alla gente che gli dava il cibo?

L’ibrido Faito (foto Stefano Fagiolo).

Faito non procurò mai problemi, ma comunque per tre mesi si cercò di catturarlo. Finì però ucciso nel dicembre 2016 da un treno sulla direttrice Roma-Ancona, al confine tra Genga e Serra San Quirico. Il fotografo naturalista che lo seguì a distanza in quel periodo, Stefano Fagiolo, ci ha detto: “L’Istituto Zooprofilattico di Tolentino appurò che si trattava di un ibrido di circa 5 anni di lupo e Cane lupo cecoslovacco, non aveva microchip. Di sicuro aveva avuto un padrone perché al collo indossava un collare antipulci. Non sapremo mai se il proprietario lo abbandonò o se fuggì, ma in quei tre mesi nel suo percorso di libertà incrociò tante persone che non lo dimenticheranno”.

I wolfdog, di tutte le razze e tipi, hanno forte l’istinto selvaggio, la libertà, i vasti spazi. Ovvio, è il lupo in loro a stabilirlo. E ancora di più se sono molto lupi e poco cani. Il massimo che possono ottenere è qualche passeggiata al guinzaglio in zone deserte o quasi, ma la norma è vivere gran parte dell’esistenza in recinti. Ma anche un tal spazio di 50 metri per 50 cosa varrebbe per animali che potrebbero percorrere decine di chilometri ogni giorno?

Leggiamo cosa indica uno di questi allevatori, che di mestiere però fa tutt’altro anche se li vende: “Avere lo spazio necessario per gestire un wolfdog significa avere un giardino di almeno 400 metri quadrati e possibilmente non in pieno centro città, recintato con rete robusta alta almeno 2 metri, da modificare con dispositivi antisalto e antiscavo (nulla di complesso, tranquilli)…attrezzarsi con un robusto box di contenimento completamente chiuso sopra e sotto…avere tempo da dedicare all’animale, se lo lasciate troppo solo vi combinerà di tutto. Se siete assenti per molte ore, non fa per voi…se poi ve ne pentirete non troverete facilmente un nuovo proprietario…Questi animali difficilmente si adattano a nuove persone e situazioni una volta cresciuti, soffrirebbero e basta, diventando ingestibili… informatevi sulla spesa che dovete affrontare per evitare sorprese e figure…”.

A proposito di recinti per questi animali, abbiamo sentito Ettore Centofanti, il quale realizza da decenni strutture anche per zoo e parchi faunistici, come il Parco Natura Viva e il Parco Faunistico La Torbiera: “Nella mia esperienza, gli animali per i quali i recinti devono essere ancor più scrupolosamente realizzati sono gli orsi e i bisonti europei, dopo ci sono i lupi. Potrà sembrare strano ma quelli per i grandi felini sono i meno complessi. Un recinto da lupi o anche per wolfdog deve avere uno scavo di un metro di profondità e largo 35-40 cm, con pali in ferro del diametro 45-60 mm piantati però fino a 160 cm e distanziati tra loro di 2-3 metri. Nella parte bassa, fino a un metro di profondità, va messa la rete elettrosaldata zincata oppure quella molto robusta da massicciata, per un’altezza da valutare. Dietro o sopra a questa va messa una robusta rete, alta da 2,5 a 3 metri, con sulla sommità una parte interna a sporgere di circa 60 cm. Insomma, recinti simili sono costosi, non poche migliaia di euro”.

Chi non ha abbastanza considerazione, soldi e spazi invece può decidere di detenere gli animali in strutture molto più piccole e meno sicure, che in alcuni casi qualcuno giustamente ha definito “da campo rom”… E che, se fossimo lupi o ibridi, potremmo definire galere, in cui il bel cuccioletto acquistato è destinato a passare praticamente tutta la vita.

Ma chi sono gli allevatori di questi cani, in Italia e nel mondo? Alcuni che si dichiarano persone serie, spiegano che persino collaborano con le autorità e le forze dell’ordine, ospitando animali sequestrati di varie specie. E che sono pertanto costantemente controllati. Pagano le tasse, vendono e fanno regolari fatture, selezionano gli acquirenti e li seguono pure dopo (anche ritirando i loro wolfdog, se ritenuti problematici). O almeno, così ci hanno detto loro stessi, e noi naturalmente non vogliamo garantire, anche perché gli abbiamo chiesto di mettercelo per iscritto ma, come al solito, hanno subito accettato però poi non hanno mantenuto quanto promesso, neppure più rispondendo a ulteriori tentativi di contatto. Quindi attenzione, in questo particolare settore bisogna essere proprio come il lupo, prudenti e dotati di grande cautela…

Ci sono anche altri, nei più disparati settori –  incluso quello del tattoo – che però non sappiamo come operino. Comunque, è uno strano mondo, con una parte chiusa, quasi omertosa in certi casi. Di primo acchito diverse persone sono anche simpatiche e disponibili, vi giureranno di inviare scritti, documentazioni e interventi, ma tranquilli, non riceverete niente. Di norma non rispondono più al telefono, però sono velocissime ad allertare gli altri che qualcuno sta ficcanasando. Da quando abbiamo cominciato a fare questa inchiesta sono state chiuse, tempestivamente, diverse pagine Facebook e persino cancellate fotografie e filmati dai siti Internet. Che purtroppo avevamo già scaricato…

Vi chiederete se è legale allevare, vendere e detenere wolfdog…ebbene, senza dubbio sì, ovviamente se si osservano le normative. Supponiamo però che sia possibile – almeno finché le cose non cambieranno (e crediamo stia avvenendo) – solo a causa di un vuoto normativo, come ci ha spiegato un noto avvocato che conosce e segue il settore. Dobbiamo dire che alcune notizie in merito fornite da studi legali non sono chiare e a nostro parere possono disorientare i comuni mortali come noi. Per esempio, si cita: in linea con la novellata definizione di animale domestico introdotta con la Legge 241/2010, recepimento della Convenzione Europea dei Diritti degli animali, laddove all’articolo 1 si definisce animale domestico: qualsiasi animale tenuto o destinato ad essere tenuto dall’uomo per compagnia o comunque nel suo alloggio domestico. Quindi se vogliamo tenere in casa nostra un gorilla o panda o tigre (specie protette esattamente come il lupo, e pure loro definite pericolose) possiamo farlo? Certo che no, perché a monte ci sono altre leggi o normative, che invece la menzione non indica.

Allora, in Italia il lupo è specie particolarmente protetta, e lo sono nello stesso modo anche gli ibridi intraspecifici lupo/cane fino alla quarta generazione (F4). La legge e la scienza chiariscono che anche un F4 è considerato lupo. La percentuale di lupo – ricordiamo che il cane è della stessa specie del lupo, Canis lupus – in un ibrido F1, ossia dopo l’accoppiamento originario, è del 50% e lo stesso quindi vale per la percentuale di cane. Accoppiando l’F1 con un cane, avremo un F2 con una percentuale di circa il 25% di lupo; i relativi cuccioli accoppiati con un cane daranno F3, con circa il 12,5% di lupo. I successivi cuccioli accoppiati col cane daranno F4, con circa il 6% di sangue di lupo. Bene, anche un ibrido F4 non è detenibile da privati, ma solo da istituzioni scientifiche o di altro tipo. Tuttavia già c’è qualcosa di strano, perché invece razze attentamente selezionate (riconosciute da Enci o direttamente dallo Stato) come il Cane Lupo Cecoslovacco, Cane Lupo di Saarloos e Cane Lupo Italiano hanno percentuali di lupo anche del 30-40%, quindi ben oltre il 6% di un F4 vietato ai più. Ma non sono protette e vengono vendute o affidate.

Visto però che una certa parte di acquirenti vuole cani che siano praticamente identici ai lupi, esistono due possibilità: acquistarli illegalmente da allevatori che sempre illegalmente accoppiano Cani Lupi Cecoslovacchi con lupi, e per capire basterà fare una semplice ricerca internazionale su Internet sulle varie inchieste (chiariamo però che in Italia quasi tutti gli accusati sono infine stati pienamente assolti).

Oppure acquistando i cosiddetti american wolfdog (ma si stanno facendo largo pure gli european wolfdog creati con lupi dell’Est, grandi quanto e anche più di quelli americani), di cui vengono proposte tre linee: a bassa, media e alta (pure oltre il 90%!) percentuale di lupo, con prezzi anche di 5.000 euro a esemplare e pure di più. Attenzione, ripetiamo, legali!

Qual è il modo? Facile: all’estero (vogliamo credere che in Italia non avvenga) si accoppia un cane con un lupo, risultato F1, 50%. Si prendono i relativi cuccioli e si accoppiano non con un cane, ma ancora con un lupo! Magari questi nuovi cuccioli si accoppiano ancora con un lupo. Tutti questi sono sempre F1, ma con una percentuale dell’80-90% di lupo. Che fanno poi? Li accoppiano solo tra loro (quindi le percentuali rimangono quelle) e si creano F2, poi F3 ed F4. E infine la successiva cucciolata, che è F5 e quindi considerata cane da compagnia, meticcia, legale e vendibile tranquillamente. Infatti, contrariamente a quel che tanti dicono o scrivono, è consentito vendere meticci e a qualsiasi prezzo si voglia, basta dichiarare che non sono cani di razza. Se anche si vendesse solo dalla decima o ventesima o centesima generazione (F10 o F20 o F100), non cambierebbe nulla. Sarebbero tutti quasi lupi legalizzati! Bene, ma tutti sono in grado di gestire questi animali?

Si pensi solo ad eventuali fughe, un ibrido che è praticamente un lupo alloctono ma che pesa 20-30 kg più dei nostri lupi appenninici autoctoni, credete che avrebbe molte difficoltà ad accoppiarcisi in natura? Pensate che non potrebbe spodestare il capobranco di lupi appenninici e accoppiarsi nel branco dando vita a lupi extralarge, che a loro volta si disperderebbero e ripeterebbero il tutto? E come farebbero i nostri cani da pastore a fronteggiare esemplari simili? Questa è solo una delle tante possibili iatture che si rischiano. Senza dimenticare ovviamente la salvaguardia genetica del lupo appenninico.

A nostro parere invece si dovrebbe per legge, finalmente, ristabilire l’ordine e permettere la detenzione e gli accoppiamenti solo per gli esemplari di wolfdog che abbiano una percentuale minima di lupo stabilita dalle autorità, e con analisi del DNA con costo a carico dei proprietari, sterilizzando tutti gli altri.