Studi e ricerche sul campo del Gruppo Ricerca Naturalistica Fuorisentiero

di Fabrizio Gerardo Lioy*

L’Italia è uno dei paesi europei con il più alto tasso di biodiversità di fauna selvatica, la quale è al centro di numerosi progetti atti a promuovere nuove metodologie di ricerca e a preservare gli habitat idonei per lo sviluppo delle specie faunistiche. Tra le specie faunistiche più interessanti del patrimonio italiano figura di certo il gatto selvatico europeo – Felis silvestris silvestris -, sottospecie del gatto selvatico, uno dei pochi felini selvatici presenti sul territorio e rientrante nella Red List dello IUCN [1], in quanto la popolazione risulta molto ridotta, nonostante recentemente risulti in piena espansione principalmente lungo la catena appenninica.

Gatto selvatico, Felis silvestris silvestris (foto Gruppo Ricerca Naturalistica Fuorisentiero).

La sottospecie si riconosce in prima analisi per diversi caratteri fenotipici; presenta un mantello grigio-ocra striato e variabile in base allo stadio, nel quale si riscontrano sempre tre linee nere sulla nuca e una lunga linea dorsale che termina all’altezza della tipica coda clavata, caratterizzata dalla presenza di diversi anelli neri al termine (da 2 a 4).

Gatto selvatico, Felis silvestris silvestris (foto Gruppo Ricerca Naturalistica Fuorisentiero).

La ricerca sulla sottospecie in Italia non ha ancora ricevuto un assetto sistematico e poche sono le pubblicazioni in merito, in quanto l’elusività tipica della specie unita alla frammentarietà delle popolazioni rendono difficoltoso il reperimento di materiale di studio. I principali studi sul gatto selvatico in Italia sono stati condotti dal prof. Bernardino Ragni [2], tramite i quali è stato possibile approfondire la genetica della specie e la sua parziale distribuzione. Allo stato attuale si segnala l’operato del prof. Andrea Sforzi che, attraverso il Museo di Storia Naturale della Maremma, si è reso promotore di una mappatura open source del gatto selvatico europeo in Italia [3].

Alla luce del decennio promulgato dalle Nazioni Unite sul ripristino degli ecosistemi e la conservazione della biodiversità [4], diventa quanto mai attuale promuovere una ricerca sistematica dedicata alle specie vulnerabili e a rischio nei nostri habitat. Partendo da queste analisi ha preso forma un progetto di monografia sul gatto selvatico europeo relativo alla sua biologia, eco-etologia e distribuzione in Italia. Il progetto di pubblicazione è promosso dai ricercatori lucani Donato  Franculli e Fabrizio Gerardo Lioy, fondatori del Gruppo Ricerca Naturalistica Fuorisentiero di recente costituzione. Il Gruppo persegue il fine di sviluppare la ricerca sul campo e promuovere una rete indipendente di studiosi in ambito naturalistico; obiettivo è divulgare una cultura della tutela ambientale e della protezione della biodiversità attraverso pubblicazioni di ricerche, seminari, corsi di formazione e attività sul campo. Il gruppo nasce dall’esperienza di Fuorisentiero, un collettivo di ricercatori e guide ambientali nato in Basilicata nel 2017, dedito alla ricerca, allo studio e alla promozione dell’Appennino Lucano e Basilicata.

Il lavoro si pone l’obiettivo di raccogliere i numerosi dati provenienti dalla ricerca sul campo del Gruppo Ricerca Naturalistica Fuorisentiero e da studi archivistici, ai quali si aggiunge il contributo di numerosi collaboratori e ricercatori che, nell’arco della loro carriera, hanno avuto modo di studiare la biologia e lo stato di conservazione del felino in Italia.

Sarà pubblicato un libro, dal titolo provvisorio Il gatto selvatico europeo. Studio e ricerche sul campo, che persegue il fine di documentare una tematica ancora poco trattata dalla manualistica italiana, aggiornando le informazioni a oggi conosciute e raccogliendo il lavoro di numerosi esperti. L’opera si presenta, infatti, come uno studio approfondito sulle caratteristiche e la presenza del Felis silvestris silvestris in Italia. Un’analisi particolareggiata, frutto di osservazioni in campo e materiale di archivio, che si focalizza sugli aspetti prettamente biologici, ecologici ed etologici della specie. Il tutto è supportato da numerose mappe concettuali, grafici, illustrazioni e fotografie, al fine di semplificare la lettura e al contempo di sviscerare il più possibile la tematica. Peculiarità dell’opera è, appunto, il vasto repertorio di circa 200 immagini formato dalle illustrazioni del disegnatore lucano Fabio Ponticelli e da fotografie inedite, il quale permetterà di realizzare una galleria di documentazione visiva sulla specie, tra le più ricche e complete mai pubblicate.

Trappole fotografiche (foto Gruppo Ricerca Naturalistica Fuorisentiero).

Da un primo prospetto storico formato da iconografie, reperti storiografici e antropologici si arriva ad analizzare la biologia del Felis silvestris silvestris, dalla filogenesi alle differenze di specie e sottospecie quali il Felis silvestris lybica, presente in Sardegna, e la presunta variabile siciliana dal patrimonio genetico unico, documentata dallo zoologo Stefano Anile [5]. In questa sezione del libro verranno dunque mostrate le principali caratteristiche morfologiche e biometriche, come la formula dentaria, lo scheletro, il cranio, le caratteristiche fenotipiche e le varie misurazioni (peso, altezza al garrese e lunghezza delle diverse specie).

Nella sezione dedicata all’etologia si analizzano i comportamenti in natura quali la cura parentale, la predazione, il rapporto intraspecifico e interspecifico, mostrando numerose illustrazioni e foto di repertorio in habitat. Un settore dell’opera importante, in quanto viene fatta luce su molti aspetti comportamentali del gatto selvatico europeo, dal rapporto e competizione con altri carnivori – pricipalmente volpi e mustelidi – all’home range dell’animale.

La parte ecologica, invece, prevede uno studio sull’habitat e sulle potenziali cause di disturbo del gatto selvatico, dalla frammentazione degli areali ecologici all’ibridazione con il gatto domestico, fino alla mortalità dovuta alla parassitosi e alle cause antropiche. La parziale scomparsa e l’estinzione locale ha infatti molteplici cause: la perdita delle zone adatte alla realizzazione di tane – alberi cavi in particolare – , le esche per roditori che causano una diminuzione delle prede (il gatto selvatico si ciba in particolare di arvicole e micromammiferi tra cui i gliridi), la parassitosi dovuta a contatti con gatti domestici in primis e i numerosi investimenti stradali sono le principali minacce a cui va incontro. Importante inoltre è la tematica dell’ibridazione che, come è successo anche per il lupo, forse è la minaccia “naturale” più rilevante da considerare, in quanto essendo interfecondi il gatto selvatico e il gatto domestico, danno vita a prole fertile che porta a una perdita della genetica originaria. La stesura del libro, infatti, vuole essere anche un monito e un invito a consolidare una rete di ricercatori sensibili alla tematica, al fine di attivare qualsivoglia forma di tutela del Felis silvestris silvestris mediante un’azione corale in tutta Italia di monitoraggio e contrasto ai disturbi ecologici.

La copertina del libro del Gruppo Ricerca Naturalistica Fuorisentiero.

Di conseguenza, una parte corposa è stata dedicata al monitoraggio della specie e alla sua attuale distribuzione in Italia, spiegando la metodologia di ricerca in situ, le tecniche di campionamento, analisi relativa alla genetica di popolazione, raccolta dati e pubblicazione dei recenti studi e mappe di distribuzione. In questo ambito si colloca il contributo dei numerosi collaboratori al progetto, tali da raccogliere molto materiale di ricerca inedito in tutta Italia al fine di aggiornare e integrare considerevolmente i recenti studi sulla tematica. A questo progetto, infatti, hanno aderito diverse figure del mondo della ricerca naturalistica, da direttori di musei di storia naturale a ricercatori universitari, fino ad associazioni e gruppi di tutela ambientale che da tempo monitorano lo stato del gatto selvatico in Italia.

L’opera monografica è totalmente autofinanziata: la produzione del libro, infatti, si poggia su una campagna di crowdfunding, tramite la quale chiunque può sostenere il progetto attivamente mediante un’offerta. All’entità della donazione corrispondono diverse ricompense, dalle copie di illustrazioni grafiche all’acquisto del libro, fino alla possibilità di effettuare trekking di interpretazione ambientale e faunistica con il Gruppo di Ricerca promotore del progetto. Per i Dipartimenti, Enti di Ricerca, Associazioni e Organizzazioni naturalistiche è possibile concordare eventi culturali e scientifici quali convegni, seminari, presentazioni dell’opera e corsi di formazione sul campo relativi alle tecniche di monitoraggio e fototrappolaggio. Tutti i proventi sono utilizzati per i processi di pubblicazione del libro (editing, stampa, distribuzione) e per la realizzazione delle tavole illustrative.

Di seguito il link relativo alla campagna di crowdfunding:

https://www.produzionidalbasso.com/project/il-gatto-selvatico-in-italia-studi-e-ricerche-sul-campo/

Effettuare una donazione su questa piattaforma significa anche supportare attivamente l’attività di ricerca del Gruppo Ricerca Naturalistica Fuorisentiero, in quanto è un gruppo indipendente e basa tutta la sua ricerca sull’autofinanziamento.

[1] Si veda: http://www.iucn.it/scheda.php?id=1810339574

[2] Pubblicazioni del prof. Bernardino Ragni: www.researchgate.net/profile/Bernardino_Ragni

[3] Si veda: www.museonaturalemaremma.it/gatto-selvatico-italia-riconoscimento/

[4] Si veda: https://www.consilium.europa.eu/it/press/press-releases/2020/09/21/un-biodiversity-summit-council-sends-a-united-signal-to-step-up-global-ambition-for-biodiversity/

[5] Si veda: http://www.ilgattobengala.it/blog/?id=f8n1824j


* Fabrizio Gerardo Lioy è nato a Potenza nel 1991. Ha studiato Scienze Forestali e ambientali presso l’Unibas, ricercatore naturalistico in Basilicata per conto di Fuorisentiero, del quale è presidente. Menzione speciale per il bando Fuorirotta nel 2018 con il progetto Loricato per la realizzazione di un erbario di specie endemiche dell’Appennino Lucano. Direttore di numerosi corsi di formazione in materia faunistica, è inoltre autore di articoli di tema ecologico per quotidiani locali e nazionali. Fondatore insieme a Donato Franculli del Gruppo Ricerca Naturalistica di Fuorisentiero a Potenza, impegnato nel monitoraggio di specie vulnerabili, tra cui il gatto selvatico europeo in collaborazione con IUCN.