di Aldo La Spina*

Medical Detection Dogs Italy è una onlus nata nel 2011 e che sostiene la ricerca scientifica medica sull’impiego dell’olfatto del cane per il rilevamento di malattie metaboliche, in particolare di alcuni tipi di tumore. L’associazione lavora in coordinamento e su iniziative comuni con la charity inglese Medical Detection Dogs alla quale è affiliata.

L’obiettivo di MDDI è quello di fare conoscere e di introdurre in Italia la ricerca medica sull’impiego dell’olfatto del cane per la rilevazione di malattie metaboliche e di promuoverne l’utilizzo dei suoi risultati in ambito sanitario. A questo fine promuove iniziative:

  • per l’individuazione di centri pubblici e privati interessati allo sviluppo delle ricerche scientifiche;
  • per sostegno delle ricerche;
  • per l’addestramento dei cani a questo fine;
  • per l’introduzione della metodica nel sistema sanitario;
  • per promuovere, perfezionare e valorizzare questa metodica in ogni altra modalità possibile.

Ricerche pubblicate sulle più importanti e qualificate riviste scientifiche a livello internazionale testimoniano la capacità dei cani di rilevare attraverso l’olfatto alcune sostanze volatili (biomarker) che “marcano” la presenza di malattie metaboliche e di alcune forme di tumore (vescica, prostata, colon-retto). Ciò grazie alla straordinaria qualità, accuratezza e precisione del fiuto canino, impiegato da tempo con successo anche in molti altri campi di utilità (a esempio per la sicurezza e per la ricerca di persone, di esplosivi e droga).

Studi e ricerche sono in corso, oltre che nel Regno Unito, in Giappone, Francia, Germania, Stati Uniti. La documentazione e le pubblicazioni al riguardo sono ormai molte. MDDI addestra i cani con due obiettivi principali: uno per aiuto in caso di malattie metaboliche (sono gli Alert Dogs, cani da assistenza che vengono tenuti nella famiglia dei malati e aiutano i familiari e gli stessi pazienti dando segnali convenzionali all’arrivo della crisi, a esempio di narcolessia o di curva glicemica irregolare nel caso del diabete; l’altro obiettivo è il rilevamento precoce di alcune forme di tumori.

Aldo La Spina con Nala, uno dei suoi cani addestrati.

Uno dei progetti più importanti in Italia in questo ambito è stato “Se ti fiuto ti aiuto”, iniziato nel 2015 e terminato nel 2018, con la nostra associazione, l’Istituto Europeo di Oncologia (IEO) di Milano e l’Università di veterinaria di Milano, con il finanziamento della Fondazione Cariplo. Il progetto, culminato con la pubblicazione sul Journal of Breath Research, riguarda l’identificazione di marker tumorali su campioni di urina per il tumore ai polmoni. I campioni di urina da analizzare provenivano dallo IEO, esattamente dal team del prof. Lorenzo Spaggiari, responsabile del Programma Polmone.

Il fiuto dei nostri cani addestrati consente di selezionare i campioni su cui eseguire le analisi per associare i pattern di molecole al cancro. L’accuratezza dei cani nel distinguere chi è sano da chi è malato è quasi un mistero, la loro affidabilità però rasenta il 98 per cento. L’associazione MDDI onlus vuole rendere la diagnosi precoce di tumore tramite olfatto canino uno standard della sanità internazionale, affinché un metodo di diagnosi efficace, economico e non invasivo sia alla portata di tutti.

Il nostro staff è composto da professionisti cinofili, medici e veterinari che credono fermamente che un metodo non invasivo, efficace ed economico di diagnosi precoce di tumore debba essere disponibile a tutti, e che l’olfatto canino sia la soluzione per ottenere questo risultato. Nonostante i cani riescano a identificare un campione positivo da uno negativo con una precisione fino al 98%, ai ricercatori non è tuttora chiaro esattamente quale traccia chimica i cani riescano a percepire: per questa ragione, i nasi elettronici non possono essere impostati sulla specifica traccia da cercare, e rimangono quindi per il momento inadatti a sostituire il fiuto canino.

In questi ultimi mesi sulla base delle proprie esperienze acquisite e delle ricerche all’estero operiamo per verificare come il cane può rilevare la presenza di Covid-19. Il Covid-19 è un virus che non ha odore in sé, tuttavia scatena reazioni fisiologiche nelle persone infettate, che il cane può rilevare. Le malattie respiratorie modificano l’odore del corpo e il cane è capace di accorgersene facilmente. Va dunque individuato il substrato biologico più idoneo per preparare i campioni su cui addestrare il cane, prima di passare allo screening diretto sulle persone, e vanno stabilite le misure di sicurezza necessarie per salvaguardare gli operatori e i cani dai contagi, in aggiunta ai Dispositivi di Protezione Individuale usuali.

La pandemia di Covid-19 ha portato, anche nel settore della cinofilia, a sviluppare ricerche nel rilevamento del cane sul virus. Ricerche già pubblicate in Francia, in Germania (Università di Hannover), Regno Unito, e test in diversi aeroporti internazionali e anche nazionali, hanno motivato Medical Detection Dogs Italy, che insieme all’Università Statale di Milano-Dipartimento di Medicina Veterinaria e al Polo universitario dell’Ospedale Sacco di Milano, ha predisposto un progetto di ricerca per dimostrare scientificamente anche con numeri statistici, la percentuale di affidabilità del fiuto del cane.

L’obiettivo successivo del progetto sarà fornire ai Servizi Sanitari una metodologia validata di rilevamento preventiva di massa direttamente su persone, non invasiva, economica, veloce e sicura (200 persone in 3 minuti), basandosi su una ricerca preliminare scientifica che avvalori la metodologia tecnica da impiegare poi sui cani. Potrà essere impiegata nel futuro anche su altre tipologie di infezioni virali e batteriologiche con i “Bio-Detection Dogs”.

Le tre fasi operative del progetto

  • Prima Fase – Rilevamento sui campioni. Addestramento dei cani a individuare attraverso l’olfatto su campioni biologici la presenza di VOCs associati agli effetti del Covid-19, per dimostrare scientificamente l’affidabilità dell’olfatto del cane (come è già stato fatto per il tumore al polmone). I campioni biologici sono forniti da un importante istituto di ricerca lombardo, i locali-laboratorio e le strumentazioni dall’Università a Lodi, i cani e gli operatori da MDDI. Sono impiegati cinque cani di cui tre già esperti (un Labrador Retriever, un incrocio segugio e un Pastore Belga Malinois) in quanto hanno già partecipato alla ricerca sul tumore. Questo ridurrà di molto il tempo del loro allenamento.
  • Seconda Fase – Rilevamento sulle persone. Dopo la preparazione al rilevamento sui campioni, i cani vengono addestrati sulle persone. Il passaggio avviene secondo il modello operativo già seguito con i cani da allerta diabete da MDDI. Permette di predisporre il protocollo operativo di sicurezza.
  • Terza Fase – Preparazione delle unità cinofile per lo screening sulle persone (in scuole, aeroporti, centri commerciali, RSA e altri luoghi), preferibilmente tra quelle che già operano nella discriminazione olfattiva per scopi preventivi e sociali (ricerca droga e esplosivi, sicurezza pubblica e privata, ricerca persone e soccorso).

Helix, un altro esemplare dell’associazione MDDI onlus.

Team

Professoressa Mariangela Albertini, docente di Etofisiologia degli Animali Domestici all’Università di Milano. Dirige il team dei ricercatori scientifici composta dalla dott.ssa Federica Pirrone e dalla dott.ssa Patrizia Piotti.

Aldo La Spina, direttore tecnico MDDI. Dirige il team degli operatori cinofili composto da Marco Sincovich e Elisa Marconato con i cani Bloom, Helix, Lola, Nala e Otto.

La ricerca non riceve fondi pubblici ed è stata attivata una raccolta fondi per avviare la prima fase; i fondi raccolti finanziano unicamente la sperimentazione scientifica di MDDI con l’Università di Milano e il Polo universitario dell’Ospedale Sacco.

Per approfondire (premesse, dettagli e fasi del progetto MDDI di ricerca, promotori e team, raccolta fondi): www.mddi.it/it/senza-categoria/progetto-cani-anti-covid19/

 

* Aldo La Spina, esperto di comportamento animale riconosciuto a livello internazionale dall’Association of Pet Behaviour Counselor (APBC), educatore cinofilo ed esperto nell’area comportamentale, è docente presso università ed enti di formazione. Dirige il centro di formazione cinofila Pet Format Net e il Centro Cinofilo Europeo. Già fra i fondatori e vicepresidente nazionale dell’Associazione Professionale Nazionale Educatori Cinofili (APNEC), è presidente dell’Associazione Professionale Nazionale Operatori Cinofili per fini Sociali (APNOCS) che si occupa di Interventi Assistiti con Animali (Pet Therapy) e cani d’assistenza, nonché direttore tecnico di Medical Detection Dogs Italy onlus (MDDI) che si occupa di cani d’allerta medica e per la ricerca biologica. È consulente per enti pubblici e privati. È autore dei libri: Il cane nella pratica veterinaria (Edra), Manuale di educazione cinofila (Lswr), Emozioni a sei zampe (Terra Nuova), 100 idee per giocare con il tuo cane, In forma con il cane, Come calmare il cane, Come fare il Dog Sitter, I segreti per la lunga vita del tuo cane (De Vecchi), Gli straordinari talenti del tuo cane (Lswr).