di Francesco Cinque

Francesco Cinque nasce come informatico per poi approdare nell’ambito del marketing digitale aziendale. Diventa anche fotografo professionista ed è iscritto all’Associazione Nazionale dei Fotografi Professionisti Tau Visual. Nel corso degli anni collabora con diverse riviste, principalmente del settore Natura e Popoli e pubblica il libro Myanmar – la terra dove il tempo si è fermato. Nel 2020  ha aperto il canale Podcast “La Bussola – tra viaggio e fotografia”, dedicato a queste sue grandi passioni. Il lungo viaggio del lupo, il servizio qui pubblicato sugli american wolfdog, è stato premiato dal National Geographic nell’assignment “Animals We Love” e dal progetto Life Wolfalps, ed esposto al MUSE di Trento (Museo della Scienza e della Tecnica).

Francesco Cinque, a sinistra, durante un reportage in India.

Francesco Cinque, direttore dello studio Cinquephoto, ci ha raccontato la sua esperienza fatta fotografando questi esemplari, chiamati anche AWD: “Indubbiamente piacciono molto, dopo avere fatto questo servizio ho ricevuto una ventina di telefonate di persone intenzionate ad acquistare american wolfdog, ma io non sono l’allevatore. Erano veramente giganteschi, uno sarà pesato circa 80 kg e al garrese mi arrivava al bacino. Ne ho visti diversi e in più volte, non avevano mai atteggiamenti aggressivi, però ti trattavano sempre come un estraneo. Alcuni in certi momenti fanno lo stesso pure con i padroni, anche se tenuti in casa e non solo nei recinti. Lo stato teme per l’introduzione di questi animali, sostiene che possano diffondersi a livello randagio e ‘contaminare’ il lupo italiano. Non solo, temono che questi animali possano dimostrarsi aggressivi nei confronti di persone e delle altre specie. I proprietari (unitisi in un’associazione per la tutela dell’AWD) sostengono si tratti di un inutile allarmismo, che come ogni razza (ma questa non è una razza, sono meticci N.d.R.) canina non si possa parlare di potenzialmente aggressivo o pericoloso, in quanto dipende dall’educazione impartita dal proprietario. In ultimo sostengono tutti di essere in possesso di veri e propri cani, ben oltre la generazione F4 imposta dalle vigenti leggi. Qualunque sia la realtà, resta di fatto una situazione da risolvere il prima possibile, è eticamente immorale che in molti casi questi animali debbano essere rinchiusi agli ‘arresti domiciliari’ e senza poter uscire dalle proprie gabbie. Servono nuovi parametri di riferimento che definiscano una volta per tutte questi esemplari e le regole da seguire”.

Foto Francesco Cinque.

Foto Francesco Cinque.

Foto Francesco Cinque.

Foto Francesco Cinque.

Foto Francesco Cinque.

Foto Francesco Cinque.

Foto Francesco Cinque.

Foto Francesco Cinque.

Foto Francesco Cinque.

Foto Francesco Cinque.

Foto Francesco Cinque.